lunedì 19 giugno 2017
da "Pastorale Americana" di P.Roth, traduzione di V.Mantovani
[..] Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, mitragliatrici e corazze d'acciaio spesse quindici centimetri; offri alla gente il tuo volto più bonario, camminando in punta di piedi invece di sconvolgere il terreno con i cingoli, e l'affronti con larghezza di vedute, da pari a pari, da uomo a uomo, come si diceva una volta, e tuttavia non manchi mai di capirla male. Tanto varrebbe avere il cervello di un carro armato. La capisci male prima d'incontrarla, mentre pregusti il momento in cui l'incontrerai; la capisci male mentre sei con lei; e poi vai a casa, parli con qualcun altro dell'incontro, e scopri ancora una volta di aver travisato. Poiché la stessa cosa capita, in genere, anche ai tuoi interlocutori, tutta la faccenda è, veramente, una colossale illusione priva di fondamento, una sbalorditiva commedia degli equivoci. Eppure, come dobbiamo regolarci con questa storia, questa storia così importante, la storia degli altri, che si rivela priva del significato che secondo noi dovrebbe avere e che assume invece un significato tanto grottesco, tanto siamo male attrezzati per discernere l'intimo lavorio e gli scopi invisibili degli altri?[..] Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite.. Beh, siete fortunati.
mercoledì 7 agosto 2013
da "Brooklyn" di Colm Tòibìn
[..] Non le dava alcun fastidio, anzi, le faceva quasi piacere che Tony la ignorasse, lasciando a Maurice il compito di spiegarle appena possibile le fasi di gioco. Il fatto che Tony fosse così preso dalla partita le consentiva di lasciare che i propri pensieri indugiassero verso di lui, fluttuassero verso di lui, rendendole evidente il suo essere diverso da lei in ogni aspetto. L'idea che Tony non l'avrebbe mai vista nel modo in cui a lei sembrava di vedere lui la colpì come un'enorme liberazione, come una soluzione pienamente soddisfacente di molte cose. [..]
martedì 23 aprile 2013
da "Miele" di Ian McEwan
Il mite Giles mi attraeva grazie alle stesse associazioni, ma era Edmund quello che volevo. Che volevo? Per farci un pò di strada. Volevo che Haley analizzasse la mente di Edmund per me, che la scoperchiasse perché potessi ispezionarla, e che me la spiegasse, da uomo a donna. Edmund mi faceva pensare a Max, e a Jeremy. E soprattutto a Tony. Quegli uomini intelligenti, amorali, inventivi, distruttivi, tipi risoluti, egoisti, emotivamente freddi, freddamente attraenti. Credo che all'amore di Gesù preferissi loro. Erano indispensabili, e non solo a me. Senza di loro vivremmo ancora nelle capanne di fango, in attesa di inventare la ruota. La rotazione triennale non avrebbe mai visto la luce. Pensieri assolutamente inconfessabili, all'alba della seconda ondata femminista.
[..]Tutto ciò avrebbe dovuto elettrizzarmi più di quanto non facesse, la quotidianità avrebbe dovuto apparirmi più appassionante. La civiltà minacciata da una guerra nucleare, e io sto a rimuginare su uno sconosciuto che mi ha accarezzato il palmo con il pollice. Mostruoso solipsismo.
Lo immaginai in una tavola calda [..] Ma non riuscivo a vederlo in faccia. Negli ultimi mesi, quando la evocavo, l'immagine svaniva prima di arrivare all'occhio interiore. Forse era per quello che il tormento si era attutito. Oppure, a contrario, l'affievolirsi del mio dolore aveva iniziato a cancellare i suoi tratti.
Ma non la sua voce. L'orecchio interiore è l'organ più sensibile. Potevo mentalmente riprodurre la voce di Tony come si accende una radio. [..]
In ogni città c'è uno zoccolo duro di persone che non vogliono o non sanno, a volte abbastanza felicemente, passare allo stadio successivo, evolvere.
A un tratto avvertii un improvviso tuffo al cuore, come se mi fossi affacciata sul vuoto da uno strapiombo. Non credevo praticamente più in nulla; non certo nei canti di Natale, ma nemmeno nella musica rock.
[..]Tutto ciò avrebbe dovuto elettrizzarmi più di quanto non facesse, la quotidianità avrebbe dovuto apparirmi più appassionante. La civiltà minacciata da una guerra nucleare, e io sto a rimuginare su uno sconosciuto che mi ha accarezzato il palmo con il pollice. Mostruoso solipsismo.
Lo immaginai in una tavola calda [..] Ma non riuscivo a vederlo in faccia. Negli ultimi mesi, quando la evocavo, l'immagine svaniva prima di arrivare all'occhio interiore. Forse era per quello che il tormento si era attutito. Oppure, a contrario, l'affievolirsi del mio dolore aveva iniziato a cancellare i suoi tratti.
Ma non la sua voce. L'orecchio interiore è l'organ più sensibile. Potevo mentalmente riprodurre la voce di Tony come si accende una radio. [..]
In ogni città c'è uno zoccolo duro di persone che non vogliono o non sanno, a volte abbastanza felicemente, passare allo stadio successivo, evolvere.
A un tratto avvertii un improvviso tuffo al cuore, come se mi fossi affacciata sul vuoto da uno strapiombo. Non credevo praticamente più in nulla; non certo nei canti di Natale, ma nemmeno nella musica rock.
domenica 13 gennaio 2013
da "Il bar delle grandi speranze" di J.R. Moheringer
Quasi tutti gli uomini del bar concepivano l'amore in termini bellici, perché dicevano che si trattava di prendere qualcosa che apparteneva a qualcun altro, il che era la dinamica fondamentale di ogni azione militare. Della seduzione come della distruzione. [..]
[..] Vedendo McGraw che sciorinava il suo repertorio di lanci, osservando la sua serietà e diligenza, compresi che mio cugino non era semplicemente la promessa di un grande giocatore. Aveva la dedizione di un artigiano, e lavorando sodo aveva ottenuto risultati che andavano ben oltre la capacità di padroneggiare uno slider o la velocità di un lancio. Era diventato padrone di se stesso. Non si impegnava soltanto perché aveva talento, ma perché sapeva che l'impegno era lastrada giusta per un uomo, l'unica strada. Lui non era paralizzato come me dalla paura di sbagliare.
Nel tempo che un uomo impiega per cadere, il Publicans si era trasformato da rifugio a prigione, come spesso succede ai rifugi.
[..] Vedendo McGraw che sciorinava il suo repertorio di lanci, osservando la sua serietà e diligenza, compresi che mio cugino non era semplicemente la promessa di un grande giocatore. Aveva la dedizione di un artigiano, e lavorando sodo aveva ottenuto risultati che andavano ben oltre la capacità di padroneggiare uno slider o la velocità di un lancio. Era diventato padrone di se stesso. Non si impegnava soltanto perché aveva talento, ma perché sapeva che l'impegno era lastrada giusta per un uomo, l'unica strada. Lui non era paralizzato come me dalla paura di sbagliare.
Nel tempo che un uomo impiega per cadere, il Publicans si era trasformato da rifugio a prigione, come spesso succede ai rifugi.
da "Un bastimento carico di riso" di A. Giménez-Bartlett
[..] Quando ci si può ritenere completamente liberi dalle ombre e dai dubbi che l'altro sesso proietta su di noi? Una volta superati gli ottant'anni? In seguito a una brutta esperienza? Dopo un disastro naturale? Mai, immagino. Nè la vecchiaia, né il fallimento, né un terremoto devastante riusciranno mai a far cadere dalla mano del demonio la mela più lustra e appetitosa del mondo.
[..] Balle, tutte balle. La gente cerca di dimenticarsi in tutti i modi che appartiene al regno animale, e poi mitizza delle semplici tappe biologiche: l'amore, la paternità, la famiglia.. Nomi sublimi per realtà prosaiche come l'accoppiamento, la riproduzione, la formazione del gruppo.
[..] Il primo errore era stato credermi irresistibile. Ma il peggiore era quello di avere anche solo considerato la possibilità di avere un amante fisso. Se non volevo vivere con nessuno, la cosa più prudente era dare al sesso quel che è del sesso e lasciar perdere l'idea di continuità. Concepire l'avventura senza avventura è come fare del trekking in automobile, come bere un cuba libre analcolico, come essere una suora laica: un inutile sotterfugio e una pura contraddizione.
-E lei, ispettore, ce l'ha il suo bastimento carico di riso?
-Non so, mi sarebbe piaciuto essere biologa, o etologa. Vivere nella foresta studiando qualche specie animale.
[..] Balle, tutte balle. La gente cerca di dimenticarsi in tutti i modi che appartiene al regno animale, e poi mitizza delle semplici tappe biologiche: l'amore, la paternità, la famiglia.. Nomi sublimi per realtà prosaiche come l'accoppiamento, la riproduzione, la formazione del gruppo.
[..] Il primo errore era stato credermi irresistibile. Ma il peggiore era quello di avere anche solo considerato la possibilità di avere un amante fisso. Se non volevo vivere con nessuno, la cosa più prudente era dare al sesso quel che è del sesso e lasciar perdere l'idea di continuità. Concepire l'avventura senza avventura è come fare del trekking in automobile, come bere un cuba libre analcolico, come essere una suora laica: un inutile sotterfugio e una pura contraddizione.
-E lei, ispettore, ce l'ha il suo bastimento carico di riso?
-Non so, mi sarebbe piaciuto essere biologa, o etologa. Vivere nella foresta studiando qualche specie animale.
da "Anime alla deriva" di R. Mason
[..] Il mio talento consisteva nel tradurre passioni private in esibizioni pubbliche, e quando le passioni private smisero di scorrere, si inaridirono e alla fine si trasformarono in una polvere tanto fine che bastò un soffio di vento a disperderle, non ci fu più niente da tradurre.[..]
[..] Perfino adesso, ripensando a quei giorni, rabbrividisco. Ma la mia ingenuità mi fa anche un pò ridere. Non riesco a provare troppa pietà per quel ragazzo sincero, con il suo passo strascicato e la fronte aggrottata. Invidio a quel perduto me stesso la sua passione; perché era innamorato, e il suo amore era senza speranza. Non è una sensazione sgradevole. [..]
E andai con la gioia nel cuore e una canzone sulle labbra.
I rapporti maturano: cambiano i piaceri, le lotte si affinano.
[..] E imparai la dura verità che l'isolamento ha poco a che fare con il numero di persone che riempiono le tue giornate, che la solitudine ti segue ovunque, che la nostra mente è il più zelante dei secondini.
[..] Perfino adesso, ripensando a quei giorni, rabbrividisco. Ma la mia ingenuità mi fa anche un pò ridere. Non riesco a provare troppa pietà per quel ragazzo sincero, con il suo passo strascicato e la fronte aggrottata. Invidio a quel perduto me stesso la sua passione; perché era innamorato, e il suo amore era senza speranza. Non è una sensazione sgradevole. [..]
E andai con la gioia nel cuore e una canzone sulle labbra.
I rapporti maturano: cambiano i piaceri, le lotte si affinano.
[..] E imparai la dura verità che l'isolamento ha poco a che fare con il numero di persone che riempiono le tue giornate, che la solitudine ti segue ovunque, che la nostra mente è il più zelante dei secondini.
martedì 23 ottobre 2012
da "Fidanzata in coma" di D.Coupland
"Come ci si sente ad avere chiarezza?
Provate a farvi venire in mente quella strana sensazione che vi picchiava in testa di fronte a un problema di matematica troppo difficile da risolvere: il ronzio nelle orecchie, il senso di pesantezza alle tempie, l'impressione che il cervello si agiti e si contorca come un pesce arenato sulla spiaggia. ecco, questo è l'esatto opposto della chiarezza di pensiero. Eppure, per molta gente della mia epoca, col passare del tempo diventava proprio questa la sensazione prevalente della vita. Come se la vita quotidiana, nel Ventesimo secolo, si fosse trasformata in un'equazione algebrica quasi irrisolvibile."
"Da giovani diamo per scontato che gli adulti seguano un modello comportamentale rigorosissimo, da adulti. Solo più tardi ci rendiamo conto che il signor Phillips, quello che abitava in fondo alla strada, era un maniaco depressivo che picchiava la moglie, che la signora Owen aveva un fegato ridotto come un palloncino gonfio d'acqua e lasciato a marcire, o che il signor Pulaski sodomizzava i suoi figli e per questo loro lo avevano ammazzato di botte e poi buttato in un fosso la mattina del Venerdì Santo."
Provate a farvi venire in mente quella strana sensazione che vi picchiava in testa di fronte a un problema di matematica troppo difficile da risolvere: il ronzio nelle orecchie, il senso di pesantezza alle tempie, l'impressione che il cervello si agiti e si contorca come un pesce arenato sulla spiaggia. ecco, questo è l'esatto opposto della chiarezza di pensiero. Eppure, per molta gente della mia epoca, col passare del tempo diventava proprio questa la sensazione prevalente della vita. Come se la vita quotidiana, nel Ventesimo secolo, si fosse trasformata in un'equazione algebrica quasi irrisolvibile."
"Da giovani diamo per scontato che gli adulti seguano un modello comportamentale rigorosissimo, da adulti. Solo più tardi ci rendiamo conto che il signor Phillips, quello che abitava in fondo alla strada, era un maniaco depressivo che picchiava la moglie, che la signora Owen aveva un fegato ridotto come un palloncino gonfio d'acqua e lasciato a marcire, o che il signor Pulaski sodomizzava i suoi figli e per questo loro lo avevano ammazzato di botte e poi buttato in un fosso la mattina del Venerdì Santo."
da "Un gioco da bambini" di C. Posadas
"Tuttavia, quel che resta più difficile da accettare, e quindi impossibile da perdonare, è l'estemporaneità: scoprire di colpo una persona moderata in un atteggiamento terribile e inatteso, sorprenderla mentre fa qualcosa di molto lontano dal suo modo di essere. E non importa che dopo la sua caduta ritorni a essere quel modello di virtù che era prima, nemmeno che raddoppi una bontà che era già grande. Niente da fare, neanche il sacrificio estremo potrà cancellare quell'unico peccato. Perché, in quei casi, non si tratta di un Hyde o demone conosciuto, bensì di una condotta imprevedibile. E l'estemporaneità è terrificante, nessuno la capisce perché introduce nei rapporti un fattore ingiustificabile: il disincanto."
"Chi più chi meno, tutti abbiamo avuto a che fare con un tipo impresentabile, con un perfetto imbecille nel nostro curriculum sentimentale, è quasi d'obbligo: l'amore ha un così cattivo gusto a volte, neanche te l'immagini."
"[..] se la mia vita fosse un romanzo si dovrebbe intitolare qualcosa come So solo che non so un cazzo [..]"
"Intanto, io guardavo Miguel con uno stupore altrettanto paleolitico: quanto lontano e al tempo stesso riconoscibile sembrava ora ciò che avevo provato per Miguel, proprio come lo strano scheletro di uno di quegli animali estinti."
"Chi più chi meno, tutti abbiamo avuto a che fare con un tipo impresentabile, con un perfetto imbecille nel nostro curriculum sentimentale, è quasi d'obbligo: l'amore ha un così cattivo gusto a volte, neanche te l'immagini."
"[..] se la mia vita fosse un romanzo si dovrebbe intitolare qualcosa come So solo che non so un cazzo [..]"
"Intanto, io guardavo Miguel con uno stupore altrettanto paleolitico: quanto lontano e al tempo stesso riconoscibile sembrava ora ciò che avevo provato per Miguel, proprio come lo strano scheletro di uno di quegli animali estinti."
giovedì 17 maggio 2012
da "Santa Evita" di T.Eloy Martinéz
La specie umana era appena arrivata sulla luna ma il Colonnello non sentiva niente, salvo i rulli di tamburo del proprio inferno.
giovedì 3 maggio 2012
da "La vita dopo Dio" di D. Coupland.
"La 'teneva in riga' vantandosi continuamente della facilità con cui era capace di sedurre le donne. Pup-tent era un bel ragazzo sotto ogni punto di vista, e la sua tecnica preferita per rimorchiare consisteva nel diffondere vibrazioni negative, in modo che le donne con poca stima di sé venissero immediatamente calamitate."
"A volte mi viene da pensare che la gente che merita più compassione è quella incapace di connettersi con le verità più profonde. Persone come il mio noiosissimo cognato, un giovialone talmente ansioso di mostrarsi normale da bruciarsi ogni possibilità di essere unico, di crearsi una personalità unica. Mi domando se mai un giorno, quando sarà più vecchio, riuscirà a capire, e allora la parte profonda di lui capirà che non ha mai voluto concedersi di esistere realmente, e quel giorno mio cognato piangerà di rimpianto e vergogna e angoscia.
E poi a volte mi viene da pensare che la gente che merita più compassione sia quella che un tempo aveva vissuto e compreso le verità profonde, ma poi si è sperduta o magari è diventata impermeabile al senso del meraviglioso. Gente che ha chiuso le porte da cui potev araggiungere il mondo segreto, o magari se l'è lasciate chiudere dal tempo e dalla negligenza e dalle decisioni prese in attimi di debolezza."
"La paura della solitudine, la paura che innamorarsi e disamorarsi troppe volte renda impossibili da amare, la paura di non conoscere mai un amore vero; la paura che qualcuno un giorno o l'altro si innamori di me, si avvicini come mai nessuno prima, scopra tutto quello che c'è da scoprire sul mio conto e a quel punto levi le tende. La paura che, in fondo, l'amore conti solo fino a un certo limite, oltre il quale praticamente tutto è trattabile."
"Forse abbiamo dovuto pagare un prezzo per la nostra vita scintillante, e il prezzo è stato l'incapacità di credere nell'amore. Al suo posto abbiamo ricevuto una particolare forma di ironia che ha bruciato tutto quello con cui entravamo in contatto. E mi domando se questa forma di ironia rappresenti il prezzo che abbiamo pagato per vivere senza Dio."
"Ma sto parlando troppo. eppure, quante volte capita di essere salvati da uno sconosciuto, se mai capita? E come è possibile che nella vita possiamo smarrire ogni senso di gentilezza e perdono, tanto che perfino un minuscolo gesto di compassione diventa un ricordo di enorme potenza, che dura tutta la vita? Com'è possibile nella vita arrivare a certi punti?"
" _C'era una comitiva di ciechi con tanto di bastone bianco e tutto il resto, forse in gita con l'Istituto Nazionale per i Non Vedenti o qualcosa del genere, ci hanno sentiti arrivare e ci hanno fermati. Hanno dato a Mark una macchina fotografica e gli hanno chiesto di fotografarli-
_Dei ciechi?
_Esatto. La cosa strana è che credevano ancoranella vista. Nelle fotografie. Comincio a pensare che in fondo non sia un atteggiamento sbagliato. "
domenica 12 febbraio 2012
da "Non ti meriti nulla" di Alexander Maksik
"[..]Quando ero giovane tutti mi dicevano che non mi rendevo conto di cosa ero capace, che non c'erano limiti alla mia intelligenza, che potevo fare di tutto. Alla fine ho capito che questo è vero in entrambi i sensi: non avrei mai immaginato di essere capace di vivere così. Da giovane mi sembrava impossibile, ma, Dio, se siamo capaci di sorprenderci. Nessuno ti dice mai che la sorpresa può arrivare anche come delusione.[..]"
"Non ti sto dicendo di sposarti. Cristo, non è il matrimonio che ti salverà. Fatti degli amici, Will. Trova qualcuno del quale ti importi qualcosa, cazzo. Qualcuno al quale importi qualcosa di te. Che sia più in gamba di te. Trovati una donna, Will. Una che non si fa prendere per il culo. Che ride di te. Che ti piglia a calci in culo e ti mette alla porta. Trovi una donna del genere ed è la stessa che si butterebbe sotto un camion per te? Be', allora sei a buon punto, Will.[..] I codardi passano la vita da soli. O con persone che non possono ferirli o con nessuno. In ogni caso, amico, è la stessa cosa".
"Non ti sto dicendo di sposarti. Cristo, non è il matrimonio che ti salverà. Fatti degli amici, Will. Trova qualcuno del quale ti importi qualcosa, cazzo. Qualcuno al quale importi qualcosa di te. Che sia più in gamba di te. Trovati una donna, Will. Una che non si fa prendere per il culo. Che ride di te. Che ti piglia a calci in culo e ti mette alla porta. Trovi una donna del genere ed è la stessa che si butterebbe sotto un camion per te? Be', allora sei a buon punto, Will.[..] I codardi passano la vita da soli. O con persone che non possono ferirli o con nessuno. In ogni caso, amico, è la stessa cosa".
venerdì 23 dicembre 2011
da "L'uccello che girava le viti del mondo" di Murakami Haruki.
"Il padre aveva la ferma convinzione che per condurre una vita da persona rispettata nella società giapponese fosse necessario avere il massimo dei voti a scuola, e farsi largo a gomitate. Lo pensava sul serio.
Nei primi tempi del nostro matrimonio, quei discorsi li avevo sentiti direttamente dalla sua bocca. Tanto per cominciare, la gente non era tutta uguale, diceva. L'uguaglianza era qualcosa che si insegnava a scuola come principio, ma erano tutte sciocchezze. Il Giappone strutturalmente era un democrazia, ma nello stesso tempo era una società severa, divisa in classi, dove vigeva la legge del più forte. Se non si diventava parte dell'élite, non aveva senso vivere in questo paese. Si andava semplicemente e letteralmente a finire dentro la macina, e si veniva schiacciati. per questo la gente si sforzava di innalzarsi almeno di un gradino. Era un desiderio del tutto sano. Se la gente perdeva quel desiderio, il paese non poteva che peggiorare. Riguardo a queste opinioni di mio suocero io non facevo commenti, tanto più che lui non aveva mai chiesto il mio parere o le mie impressioni. Si era sempre solo limitato a esprimere la propria granitica e incrollabile fede.
D'ora in poi dovrò vivere in questo ambiente respirando la stessa aria di gente come costui, pensavo io in quelle occasioni, questo è solo il primo passo, chissà quanti altri episodi del genere ci saranno. A questo pensiero mi sentivo pervadere fin nel midollo da un senso di spossatezza. Era una filosofia terribilmente vuota e superficiale. mancava di considerazione nei confronti delle persone sconosciute che formavano le vere fondamenta della società, e anche nei confronti della natura interiore e della coscienza della gente. Mancava di fantasia, e di ogni forma di dubbio. Eppure quell'uomo era fermamente, profondamente convinto di essere nel giusto, e qualunque argomento io avessi portato, non avrei potuto smuovere la saldezza della sua fede."
Nei primi tempi del nostro matrimonio, quei discorsi li avevo sentiti direttamente dalla sua bocca. Tanto per cominciare, la gente non era tutta uguale, diceva. L'uguaglianza era qualcosa che si insegnava a scuola come principio, ma erano tutte sciocchezze. Il Giappone strutturalmente era un democrazia, ma nello stesso tempo era una società severa, divisa in classi, dove vigeva la legge del più forte. Se non si diventava parte dell'élite, non aveva senso vivere in questo paese. Si andava semplicemente e letteralmente a finire dentro la macina, e si veniva schiacciati. per questo la gente si sforzava di innalzarsi almeno di un gradino. Era un desiderio del tutto sano. Se la gente perdeva quel desiderio, il paese non poteva che peggiorare. Riguardo a queste opinioni di mio suocero io non facevo commenti, tanto più che lui non aveva mai chiesto il mio parere o le mie impressioni. Si era sempre solo limitato a esprimere la propria granitica e incrollabile fede.
D'ora in poi dovrò vivere in questo ambiente respirando la stessa aria di gente come costui, pensavo io in quelle occasioni, questo è solo il primo passo, chissà quanti altri episodi del genere ci saranno. A questo pensiero mi sentivo pervadere fin nel midollo da un senso di spossatezza. Era una filosofia terribilmente vuota e superficiale. mancava di considerazione nei confronti delle persone sconosciute che formavano le vere fondamenta della società, e anche nei confronti della natura interiore e della coscienza della gente. Mancava di fantasia, e di ogni forma di dubbio. Eppure quell'uomo era fermamente, profondamente convinto di essere nel giusto, e qualunque argomento io avessi portato, non avrei potuto smuovere la saldezza della sua fede."
mercoledì 28 settembre 2011
da Freedom di J.Franzen (primo di molti)
"Integrity's a neutral value. Hyenas have integrity, too. They're pure hyena."
giovedì 8 settembre 2011
da "La ragazza senza volto" di Jo Nesbo
"[..] Non sono mai riuscito a capire dove le donne trovino il coraggio di spartire un letto e una casa con persone fisicamente più forti di loro [..] Cosa che un uomo non farebbe mai."
lunedì 27 giugno 2011
da "Il giorno dell'Indipendenza" di R.Ford
[..] le case, le spiagge, la città natale, un angolo di strada dove una volta hai baciato una ragazza, una piazza d'armi in cui hai sfilato, un tribunale in cui hai divorziato in un giorno nuvoloso di luglio ma in cui adesso non c'è traccia di te, nessuna menzione del respiro dell'aria che tu sia stato lì o che ci sia stato mai, tu che ti dai tanta importanza, o persino che tu sia stato. Possiamo sentire che dovrebbero farlo, che dovrebbero conferire qualcosa [..] a causa degli avvenimenti verificatisi lì un tempo: accendere un caldo fuoco per rianimarci quando siamo quasi inanimati e inabissati. Ma non lo fanno. I luoghi non collaborano mai ricambiando il profondo rispetto quando ne hai bisogno. In realtà ti deludono quasi sempre [..] E' meglio rimandare indietro la lacrima, abituarsi alle romanticherie senza importanza e partire lancia in resta per quel che viene dopo, non per quello che era. I luoghi non significano niente.
martedì 7 giugno 2011
The Madman di Kahlil Gibran
Thus I became a madman.
And I have found both freedom and safety in my madness; the freedom of loneliness and the safety from being understood, for those who understand us enslave something in us.
But let me not be too proud of my safety. Even a Thief in a jail is safe from another thief.
And I have found both freedom and safety in my madness; the freedom of loneliness and the safety from being understood, for those who understand us enslave something in us.
But let me not be too proud of my safety. Even a Thief in a jail is safe from another thief.
sabato 28 maggio 2011
da La Controvita di P.Roth
"Nella vita ci sono certi colpi ricorrenti per i quali ti puoi preparare: puoi tirare un profondo respiro e il colpo passa e non fa troppo male."
"Dieci anni prima, anche cinque, aveva proprio fatto ciò che fanno gli uomini ammogliati, e cercato, a furia di scopate, di uscire dalla propria vita. I giovani entrano nella propria vita a furia di scopate con le ragazze che diventano le loro mogli, poi si sposano e ne arriva una nuova e scopando quella cercano di uscirne."
"Dieci anni prima, anche cinque, aveva proprio fatto ciò che fanno gli uomini ammogliati, e cercato, a furia di scopate, di uscire dalla propria vita. I giovani entrano nella propria vita a furia di scopate con le ragazze che diventano le loro mogli, poi si sposano e ne arriva una nuova e scopando quella cercano di uscirne."
giovedì 31 marzo 2011
da Non ci sono solo le arance, di J. Winterson
Chi è curioso è sempre in pericolo. Se sei curioso rischi di non far più ritorno a casa, come quegli uomini che vivono adesso con le sirene sul fondo del mare. O coloro che scoprirono Atlantide.
Quando i Padri Pellegrini salparono, molti li giudicarono pazzi. La storia ha deciso altrimenti. I curiosi che partono in esplorazione devono riportare in patria ben più di un ricordo o una storia, devono riportare patate e tabacco o, meglio ancora, oro.
Ma la felicità non è una patata.
Quando i Padri Pellegrini salparono, molti li giudicarono pazzi. La storia ha deciso altrimenti. I curiosi che partono in esplorazione devono riportare in patria ben più di un ricordo o una storia, devono riportare patate e tabacco o, meglio ancora, oro.
Ma la felicità non è una patata.
martedì 22 febbraio 2011
L'esperienza di condividere la camera con altri due ragazzi è stata talmente traumatica che non ricordo quasi nulla. So che si tratta di una reazione abnorme e nevrotica [..] ma io non ero un militare e volevo solo un posto dove stare da solo. Per me è un bisogno primario come l'acqua e il cibo, ma ho capito che non lo è per tutti. In camera, sembravano tutti contenti di scoreggiare e farsi canne tutti insieme, per nulla infastiditi dal fatto di non aver mai un momento per sé. Io mi sento me stesso soltanto quando sono solo. Il rapporto con gli altri non mi viene naturale: mi richiede uno sforzo.
Da Un giorno questo dolore ti sarà utile di P.Cameron
Da Un giorno questo dolore ti sarà utile di P.Cameron
domenica 13 febbraio 2011
Scritta dietro la porta del bagno di un centro sociale
Non è ancora finita,
ma tutto sommato
penso proprio di aver capito
come va a finire.
ma tutto sommato
penso proprio di aver capito
come va a finire.
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